E’ di quattordici arresti e di beni per 300 milioni di euro finiti sotto sequestro il bilancio dell’operazione eseguita questa mattina dai militari della Guardia di Finanza di Caserta e di Napoli e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata di Roma, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Undici persone sono finite in carcere e tre ai domiciliari su ordine del gip presso il tribunale di Napoli: tra gli arrestati imprenditori e pubblici amministratori locali.

MAXISEQUESTRO DI BENI NELLE PROVINCE DI NAPOLI, CASERTA E COSENZA. Nell’arco dell’operazione sequestrati, in varie località delle province di Caserta, Napoli e Cosenza un complesso turistico con un alber o 329 unità abitative, 16 terreni per circa 400mila metri quadrati, un capannone con circa 100 box, 4 lidi balneari nonché 269 rapporti bancari 15 tra società e quote societarie e 12 automezzi er un valore complessivo di circa 250 milioni di euro.

I REATI CONTESTATI. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di diversi reati, quali l’associazione per delinquere di stampo camorristico, anche nella configurazione del concorso esterno in relazione a vari clan o eranti nelle rovince di Caserta e Napoli -clan “dei Casalesi” nonchè Polverino e Nuvoletta, oltre che di svariati altri delitti tra i quali la corruzione, l’abuso d’ufficio, la truffa e l’abusivismo edilizio, attuato anche in aree di notevole interesse paesaggistico e di rilevanza archeologica; tutti i delitti sono aggravati dall’articolo 7 della legge antimafia per essere stati commessi al fine di favorire le cosche.

EDILIZIA E SPECULAZIONI. L’inchiesta ha scandagliato uno dei settori dell’attività camorristica più rilevanti, nel territorio della Campania, ossia la penetrazione nel mondo imprenditoriale. In particolare nel settore edilizio e le collusioni con le pubbliche amministrazioni locali, per realizzare imponenti speculazioni. Le indagini hanno consentito infatti di fare luce sulla struttura economica che investe, sostiene e alimenta le organizzazioni criminali attraverso la compiacente attività di imprenditori, amministratori pubblici e professionisti che utilizzano i proventi illeciti dei clan camorristici, per il facile arricchimento personale e per la conservazione delle cosche stesse.

DANNI ALL’ECONOMIA DELLE PROVINCE DI NAPOLI E CASERTA. Le imprese finite nell’occhio del ciclone, sfruttando l’enorme patrimonio nella disponibilità della criminalità organizzata, oltre a costituire, di fatto, una forma di concorrenza sleale, hanno determinato effetti destabilizzanti per le economie di intere province. A seguito dei preliminari riscontri, il Nucleo di Polizia Tributaria di Caserta, unitamente allo S.C.I.C.O. avviava una serie di attività tecniche e, contestualmente, procedeva all’ acquisizione ed al riscontro delle dichiarazioni rese da diversi collaboratori di giustizia. Venivano, inoltre, sviluppati servizi di appostamento e pedinamento nonché l’analisi della documentazione acquisita presso gli uffici pubblici, anche con l’ ausilio di consulenti.

IL CAPO DELLA HOLDING. L’attività investigativa durata tre anni ha fatto emergere chiaramente il ruolo
determinante di Raffaele Giuliani. già condannato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p. per la sua affiliazione al clan dei casalesi, con sentenza passata in giudicato, che operava, malgrado la condanna, nella gestione di rilevantissime attività edilizie
nell’a ro aversano e domitio e nei aesi limitrofi di Caserta, reinvestendo gli ingenti proventi delle attività delittuose del gruppo camorristico con la forza di intimidazione derivante dalla sua appartenenza al Clan dei Casalesi e la capacità del clan di infiltrazione e condizionamento delle amministrazioni locali, in Particolar modo dei Comuni di Castelvolturno e Casaluce. Utilizzando i suoi rapporti con i vertici di clan camorristici e l’influenza dei clan sugli amministratori comunali, Giuliani, in particolare, condizionava pubblici amministratori e funzionari locali, che si rendevano suoi complici, rilasciando illegittime concessioni e autorizzazioni amministrative anche viziate da falsità



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