NAPOLI. È Vincenzo De Luca, già sindaco di Salerno, il nuovo Governatore della regione Campania: con l’appoggio di otto liste (PD, Campania Libera, Centro Democratico – Scelta Civica, Campania in Rete, De Luca Presidente, Davvero Verdi, PSI, Unione di Centro e Italia dei Valori) ha raggiunto il 40% e superato il suo competitor Stefano Caldoro, Governatore uscente, che, sostenuto da sette liste (Forza Italia, Fratelli d’Italia, NCD, Caldoro Presidente, Noi Sud, Popolari, Mai più la Terra dei Fuochi e Vittime della Giustizia e del Fisco) si è fermato sulla soglia del 38,5%. Exploit del Movimento 5 Stelle che, per la prima volta, entra in consiglio regionale: la candidata Valeria Ciarambino raggiunge il 17,55%; la Sinistra al Lavoro di Salvatore Vozza si ferma al 2,19%, Marco Esposito, con la Lista Civica Mò!, si attesta allo 0,63%.

LA LUNGA NOTTE DELLO SPOGLIO. Assieme a De Luca ed alla sua coalizione di centrosinistra, ha trionfato senza dubbio l’astensionismo: ha votato solo il 51,92% degli aventi diritto, rispetto al 62,97% della passata tornata. Già da alcuni minuti dopo la chiusura dei seggi, le prime proiezioni davano in netto vantaggio il sindaco di Salerno nei confronti di Caldoro, ma le prime sezioni scrutinate lasciavano presagire un confronto viso a viso, che in effetti si è rivelato essere tale: con l’avanzare delle proiezioni, Caldoro ha ridotto il suo margine di svantaggio, mentre i dati reali lo davano in testa. La lunga notte si è cosi infuocata e mentre “per precauzione” veniva rinviata la conferenza stampa del futuro governatore De Luca, dall’hotel Mediterraneo, centro operativo del governatore uscente, si mostrava un certo scetticismo sul mancato spoglio delle sezioni della città di Salerno. Intorno alle 4.00 di questa notte anche i dati reali del Viminale hanno registrato il sorpasso di De Luca, che da quel momento è risultato essere sempre in testa. All’alba il risultato era più che chiaro, e la conferma del trionfo era solo una questione di percentuali.

DE LUCA TRIONFA A SALERNO, CALDORO TIENE A NAPOLI E CASERTA. A Napoli ed in provincia, come era prevedibile, Caldoro è risultato essere sempre in cospicuo vantaggio rispetto al suo competitor e gli ultimi dati lo danno ancora in testa di circa 5 punti in percentuale. Ma è nella circoscrizione di Salerno, oltre che nel Sannio e in Irpinia, che De Luca ha fatto registrare un netto trionfo, probabilmente sopra le aspettative: circa il 20% in più rispetto a Caldoro che, come detto ha prevalso solo a Napoli e Caserta. “Non ho accettato compomessi”: queste le parole a caldo di Caldoro con le quali ha giustificato la sua disfatta, riferendosi all’estromissione di De Mita e dei Cosentiniani dalle sue liste che sono passati invece all’appoggio di De Luca; quest’ultimo, nella conferenza stampa di mezzogiorno, ha invece ribadito la sua volontà di ridare dignità alla regione Campania, oggi associata prevalentemente alla criminalità.

IL NODO DELLA SEVERINO. L’unico nodo da sciogliere per il neo Governatore che figurava nella lista degli “impresentabili” redatta dalla commissione antimafia, è rappresentato ora dalla Legge Severino che lo vede coinvolto in prima persona: l’ex sindaco di Salerno è infatti condannato per abuso d’ufficio e secondo la legge in questione sono previsti diciotto mesi di sospensione. Sarà interessante conoscere le prossime mosse del premier Renzi nel mentre le competenze sono passate dal Tar al giudice civile. C’è chi non escludere che, in tal senso, il premier temporeggi. Pena il caos.

Luigi Corcione



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