NAPOLI. La corsa verso Palazzo Santa Lucia inizia a delinearsi ed a poco più di un mese dalla chiamata alle urne, emergono i primi dettagli di una competizione che, mai come questa volta, appare decisamente variopinta, se per variopinto s’intende il cambio sponda. Già, perché nonostante il fatto che i due competitor favoriti al successo finale, Caldoro e De Luca, siano gli stessi di cinque anni fa, il cambio di casacca, che i diretti interessati giustificano come un “cambiamento di vedute”, è dietro l’angolo. In ogni caso, dovrebbero essere 9 le liste a sostegno del sindaco salernitano ed 11 quelle al già governatore.

I CAMBI DI SPONDA. L’universo Caldoro ha, difatti, già perso alcuni dei suoi satelliti, non provate a chiamarli buchi neri: in una civica a sostegno del sindaco salernitano, Campania Libera, dovrebbe candidarsi la sommese Paola Raia, consigliera regionale in carica ed ex cosentiniana di ferro. Si sarebbe spenta pure la fiamma (tricolore, s’intende) di Carlo Aveta, eletto tra le file della Destra, partito di Storace che almeno qualche anno fa si ergeva a fortezza diroccata dei vecchi valori destrofili ed ora pronto a provare l’ebbrezza del fascino centrosinistro. E giù di lì: Franco Malvano, forzista e commissario antiracket e antiusura della Regione Campania, sarebbe pronto alla nuova sfida; ma come non citare le voci che si ergono insistenti su Tommaso Barbato, ex senatore Udeur, che sarebbe disposto ad un posto in lista per De Luca, sempre per la Campania Libera di cui sopra. Ma Caldoro, attuale Governatore, non resta a guardare: per lui, già in due sarebbero disposti al cambio casacca: Giuseppe Maisto, eletto un lustro fa con la coalizione di De Luca, nel partito Api di Rutelli e Eduardo Giordano, eletto nell’Italia dei Valori.

VECCHIE “VOLPI”. Se la coalizione di De Luca pare assumere i toni di una squadra variopinta e disposta al “perdono” rispetto alle scelte di cinque anni fa, quella di Caldoro non si affida di certo, o completamente, al nuovo che avanza: liste che forse aggradano ai nostalgici, ma che appaiono distanti anni luce dal rinnovamento: c’è addirittura chi parla di un ritorno alla Prima Repubblica. Per il governatore socialista sarebbe, infatti, a portata di mano il supporto di De Mita, Mastella, Di Donato, Ermanno Russo (che quest’anno festeggerà le 25 candeline alla Regione), persino c’è chi ipotizza una ricandidatura di Alfredo Vito, mister 100 mila preferenze, raccolte, pensate un po’, nel lontano 1992.

I SINDACI DECADUTI. Ma qualcuno si chiederà cosa ne sarà dei due sindaci che si sono dimessi da poco per tentare il salto di qualità. Si accetterà la candidatura di Franco Alfieri, ex sindaco di Agropoli, decaduto per il ricorso a una multa, e come ci si comporterà invece nei confronti di Pino Capasso, sindaco di San Sebastiano al Vesuvio, decaduto anch’egli per una multa? Auguriamoci, a questo punto, che il peso e le misure siano gli stessi. Del resto un ricorso ad una multa è pur sempre una giusta causa di decadenza.

I “NOSTRANI”. Sembrerebbe Somma Vesuviana la città più ricca di candidati alle prossime regionali, almeno nell’hinterland. Quella di Carmine Mocerino, baluardo Udc ed attuale consigliere regionale; quella della già citata Paola Raia, anch’ella già tra gli scranni di Palazzo Santa Lucia; quella di Gino Cimmino, ex coordinatore provinciale del Partito Democratico; quella di Annamaria De Vita, candidata con Noi Sud. Insomma, i sommesi avranno l’imbarazzo della scelta. O forse, sono più decisi che mai: staremo a vedere.

Luigi Corcione



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