“Noi abbiamo creato il cambiamento senza versare una goccia di sangue. […] Siamo molto più liberi adesso, siamo più tolleranti verso comportamenti sessuali e stili di vita ʹdiversi’ e questo in parte è dovuto anche all’apertura mentale della Beat Generation”.
(Gregory Corso)

Ritorniamo dopo una piccola pausa letteraria, e ritorniamo alla grande. Avevo pensato, per questa settimana, di parlavi di Allen Ginsberg, uno dei fondatori e dei pilastri fondamentali della Beat Generation. E mi ci ero anche messa a scrivere di lui e delle sue opere, ma scrivendo mi sono resa conto che consigliarvi di leggere uno dei suoi libri non avrebbe avuto molto senso. Mi spiego: leggere Ginsberg o Cassady o il più popolare Kerouac non ha senso se non si conosce a fondo la Beat Generation. A differenza di altri movimenti letterari o più generalmente artistici, quello della Beat è strettamente collegato non solo alle singole esperienze di vita degli autori che ne hanno fatto parte, ma anche del loro rapporto e degli “incontri” che ne hanno segnato il lavoro.

Qualcuno ha addirittura affermato che la Beat Generation sia nata da un’omicidio. Ci si riferisce infatti al “fatto di sangue” (come lo titolarono i giornali del tempo) che si consumò il 13 Agosto del ’44, quando Lucien Carr, elemento imprescindibile per la storia del movimento, uccise David Kammerer. I due erano amanti e Kammerer è stato l’anello che ha unito Burroughs, Carr e Ginsberg dando vita poi alla Beat. Nell’omicidio furono coinvolti anche Kerouac e Burroghs, mentre a Ginsberg toccò scrivere la dichiarazione dell’amico mentre questi si trovava in prigione.

Affermare che la Beat sia nata da questo tragico episodio è esagerato ma non del tutto falso. Come abbiamo detto il movimento ha risentito quasi del tutto delle esperienze e dei rapporti dei membri, dei loro umori e soprattutto delle relazioni tra di loro. Ma le cose da dire e da sapere sono tante, forse troppe da snocciolare in un unico articolo. E’ per questo che il libro che vi consiglio questa settimana è Guida alla Beat Generation di Emanuele Bevilacqua.

Bevilacqua non solo presenta al lettore i singoli autori del movimento, ma ne redige una vera e propria scheda bibliografica, raccontandoci i loro gusti letterari e musicali (essenziali da sapere per il forte legame tra la Beat e il Be Pop), ci sono addirittura schede con le tappe percorse in On the Road, ci sono i libri, i film e gli approfondimenti artistici dedicati al movimento, dei veri e propri calendari con le ricorrenze della Beat che è doveroso ricordare.

Gli autori principali che Belivacqua ci racconta sono i grandi amici Jack Kerouac e Neal Cassady , Gregory Corso, poeta e autore di Bomb , William Burroughs, sperimentatore con il cut-up già in uso tra i dadaisti, e Allen Ginsberg, l’autore del celebre Howl (1956), il poema censurato per oscenità e il suo editore, Lawrence Ferlinghetti, processato per aver pubblicato il libro. Quest’ultimo contribuisce a pubblicare le opere dei Beat: nel 1953 a San Francisco apre la libreria City Lights, un omaggio al film di Charlie Chaplin, che diventa un punto di ritrovo fra i Beat e gli appassionati. Bevilacqua non si risparmia di parlarci anche di quegli autori che hanno ispirato il movimento come Hanry Miller e Walt Whitman.

Insomma quello che vi consiglio di fare è di uscire e andare a comprare questo libro, che in realtà è difficile da trovare nelle librerie di catena se non su ordinazione, quindi per comodità potete anche acquistarlo stando seduti davanti al vostro PC. E leggetelo, leggetelo tutto, che potrà solo appassionarvi e affascinarvi. Preparatevi bene, perché nelle prossime settimane ci lanceremo alla scoperta di quel fantastico mondo onirico che è la Beat Generation.

Gabriella Esposito



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